PoliziaMunicipale.it – Comunicato stampa

Riportiamo i comunicati stampa pubblicato da poliziamunicipale.it:
Sull’impiego dei box contenitori di autovelox il ministro Maurizio Lupi ha annunciato che non sono in regola e possono costituire un pericolo.
Clicca qui per leggere il comunicato del ministro dei trasporti e i pareri ministeriali.
COMUNICATO STAMPA POLIZIAMUNICIPALE.IT (21.03.2014)
ARMADIETTI PORTA AUTOVELOX: DOV’E’ IL PROBLEMA?
Gli armadietti porta autovelox fin tanto che non saranno espressamente vietati dalla legge potranno continuare ad essere utilizzati anche se il Ministro delle infrastrutture la pensa diversamente. Al momento infatti non esiste alcuna disposizione normativa che impedisca ad un comune di installare a bordo delle proprie strade, nei punti più pericolosi, i contenitori dei controllori elettronici del traffico. Certamente questi manufatti dovranno essere impiegati per effettuare controlli, anche se saltuari. E non dovranno costituire insidia o pericolo per la circolazione stradale. E neppure potranno essere installati senza alcuna logica, in un numero esorbitante rispetto alle reali esigenze di controllo. Ma dire che questi contenitori sono vietati appare decisamente fuori luogo. Nessuna disposizione normativa al momento vieta l’installazione di questi armadietti che non possono essere classificati ai sensi del codice stradale e relativo regolamento. Quindi se il Ministro dei trasporti intende vietarli dovrà essere approvata una disposizione ad hoc, ovvero diramato l’atteso decreto interministeriale che da quasi 4 anni è in attesa di essere divulgato per regolare compiutamente l’impiego degli autovelox in Italia. E regolare finalmente anche la ripartizione dei proventi autovelox al 50% tra ente proprietario della strada ed organo accertatore.
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COMUNICATO STAMPA POLIZIAMUNICIPALE.IT (19.03.2014)
Il ministero dei trasporti (che è l’organo tecnico di coordinamento della circolazione stradale) in verità ha sempre sostenuto il contrario. Ovvero che i manufatti porta autovelox pur non essendo inquadrabili in nessuna tipologia prevista dalla normativa stradale possono essere utilizzati come armadi di contenimento dei misuratori elettronici. In mancanza dell’attesa circolare (dal 2010!) che dovrà rivedere completamente anche le regole sull’utilizzo dei misuratori di velocità (e definire la ripartizione dei proventi ecc..) tutto sembrava chiaro. I comuni che vogliono effettuare controlli di velocità nel centro abitato e scoraggiare la velocità eccessiva possono installare qualche box porta autovelox. Con la presenza della pattuglia vicino al misuratore sarà quindi possibile utilizzare il manufatto per elevare sanzioni. Nel restante periodo di tempo l’armadio vuoto (ovvero senza autovelox) sarà un ottimo deterrente per gli autisti più spericolati. Poi come al solito qualche comune si è fatto prendere la mano. Invece di installare qualche armadietto da utilizzare a turno con l’autovelox ne ha acquistati a decine, senza mai utilizzarli per effettuare controlli. Anzi, decidendo appositamente di utilizzarli solo come deterrente, scatenando giustamente le ira dell’opinione pubblica. Come sempre accade per qualche episodio riprovevole di cattivo impiego di risorse pubbliche a pagarne dazio ora però saranno tutti i comuni. Con l’uscita del ministro, infatti, sembra possibile prospettare due sole ipotesi per il prossimo futuro. I box autovelox saranno vietati per legge. Oppure questi ingegnosi sistemi finiranno per essere disciplinati per evitare una proliferazione indiscriminata senza senso.
Al momento le considerazioni del ministro però non sono sorrette da un preciso dettato normativo. Dire ad un sindaco che non può installare un armadietto porta autovelox in un tratto di strada particolarmente pericoloso del suo centro abitato, oggi, è come dire al primo cittadino che non potrà montare quel certo tipo di arredo urbano perché pericoloso. Spetterà all’amministrazione comunale decidere come e dove installare il manufatto, nel rispetto della sicurezza stradale e delle disposizioni in materia di responsabilità erariale per chi eventualmente sperpera denaro pubblico.
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